Le origini del termine Chianti sono piuttosto dibattute: c’è chi sostiene derivi da «Clante», nome proprio di persona di origine etrusca; chi invece da «clango», verbo latino che riproduceva il suono dei corni che annunciavano le battute di caccia del territorio.
Se l’etimo è incerto, sicure sono invece le informazioni che ci conducono ad affermare che, all’interno del Chianti classico che oggi tutti consideriamo, è possibile delimitare un’area circoscritta, un nucleo più ristretto che potremmo definire Chianti Storico.
È una delimitazione che affonda le radici nel Basso Medioevo. Nel 1250, infatti, la Repubblica Fiorentina divise il territorio in giurisdizioni autonome, denominate Leghe. Tra queste, la Lega del Chianti sanciva la nascita di un distretto che oggi corrisponderebbe ai comuni di Castellina, Gaiole e Radda in Chianti. Fu una scelta radicale, motivata dal fatto che, per aspetti morfologici e paesaggisitici, la zona delimitata non poteva includere territori con caratteristiche diverse rispetto a quelle che segnavano la dorsale chiantigiana principale.
Secoli dopo, precisamente nel 1924, al momento della sua costituzione, il Consorzio dei Vini del Chianti Classico allargò nuovamente la definizione territoriale del Chianti, segnando geograficamente un comprensorio che, di fatto, dalle porte di Siena giunge quasi sino a Firenze.
Alimenta, che rappresenta tre aziende insediate nel Chianti Storico - Rocca di Castagnoli e Castello di San Sano a Gaiole in Chianti e Tenuta di Capraia a Castellina in Chianti - persegue l'ambizioso progetto di rimarcare la tipicità dei prodotti vinicoli distribuiti attraverso la diffusione e la conoscenza di un territorio storico particolarmente vocato. Tutto ciò anche attraverso la promozione di studi sull'agricoltura e sull'enologia che indirizzino e valorizzino, come è già avvenuto in altri importanti realtà regionali italiane, le antiche e specifiche esperienze che hanno fatto nascere il vino Chianti.